Diario di viaggio di Lucia #2 - come le api operaie...

La giornata inizia con grande aspettative: dobbiamo incontrare le tantissime famiglie sostenute grazie all’amore a distanza che voi dall’Italia portate in questa terra.

Il progetto delle adozioni a distanza è il primo progetto nato a sostegno della missione: le suore salesiane, in collaborazione coi servizi sociali locali, individuano infatti, da 20 anni, le famiglie più bisognose della città e dei villaggi limitrofi e garantiscono loro un aiuto economico grazie alle donazioni fatte alla nostra associazione.

Purtroppo le aspettative svaniscono presto e la delusione è tanta: a causa di problemi tecnici coi computer, siamo stati costretti a rimandare a lunedì gli appuntamenti con le famiglie.

Non nascondo l’amarezza e mi rifugio tra i bambini della scuola e l’ospedale per cercare di recuperare il buonumore... e così è stato: vedere i bambini che giocano sereni e studiano con grande impegno sui loro banchi è la miglior medicina!

All’ospedale poi, si vive una sensazione di frenesia positiva che rincuora per ogni fatica fatta in tutti questi anni e dà la forza per quelle future.

I pazienti attendono speranzosi e lo staff è davvero una meraviglia per gli occhi. Sembrano tante piccole api operaie che costruiscono il loro “pezzetto” di  nido con pazienza: ognuno ha il suo compito e il personale locale da formare. Leda aiuta Tamru (un ragazzo paraplegico che in Etiopia non avrebbe nessuna possibilità di lavorare) Semal e Arsema a gestire l’ingresso dei pazienti. Sandra, Valeria (farmaciste) e Lorenzo sbucano ogni tanto dalle centinaia di scatole di medicinali che stanno organizzando nella sala farmaci. Vittorio ed Anna (laboratoristi) formano Rita (dal Kenya) per il laboratorio analisi.  Giampaolo (chirurgo della mano) e Landino (chirurgo ortopedico) si intravedono solo sbirciando dalla finestra della sala operatoria perché operano senza sosta pazienti con fratture ed handicap agli arti. Michela e Agnese (giovani infermiere) hanno preso a cuore i 12 infermieri locali e, insieme a Sister Pauline e Sister Betty, si prendono cura dei pazienti ambulatoriali e ricoverati post intervento…

Insomma, ognuno fa il suo per portare avanti al meglio questo posto e dare un futuro migliore a chi non sapeva nemmeno di averne uno.

Lucia

Contribuisci anche tu a donare un futuro migliore ai malati di Adwa!

Leggi il terzo capitolo del diario

Vuoi approfondire la storia di Tamru, paraplegico, curato nella clinica provvisoria lo scorso autunno ed ora assunto alla reception dell'ospedale? guarda il video di novembre 2018

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